Sintesi sostanza organica georgofili 3 maggio 2017

Preservare o reintegrare i livelli di sostanza organica nei suoli è fondamentale per varie ragioni. In questo momento lo è ancora di più in quanto il Paese sta vivendo periodi di siccità peraltro prolungati.

Ad evidenziare il ruolo della sostanza organica come argine ai danni arrecati dalla siccità ai terreni e dunque alla cultura è Marcello Pagliai (Istituto Sperimentale Studio Difesa Suolo – Firenze e direttore del CRA-ABP Centro di Ricerca per l’Agrobiologia e la Pedologia) in un articolo pubblicato su georgofili.info.
Pagliai evidenzia come la siccità si aggiunga ad una già pervasiva degradazione dei suoli, con “una drastica riduzione del contenuto di sostanza organica, sceso sotto quella soglia del 2% ritenuta indispensabile per assicurare una buona fertilità del suolo. In molti suoli il contenuto di sostanza organica è ormai sotto l’1%”.

“La sostanza organica”, prosegue Pagliai, “oltre a garantire la stabilità degli aggregati contro l’azione disgregante dell’acqua, assicura una forte attività biologica che contribuisce all’aumento di quella microporosità, formata dai pori compresi fra 0,5 e 50 micron di diametro equivalente che costituiscono proprio la riserva di acqua utile per la crescita delle radici e dei microrganismi. Quando il contenuto di sostanza organica scende sotto il 2% o, peggio, sotto l’1% si riduce drasticamente la proporzione di questi pori e quindi, di conseguenza, la capacità di ritenzione idrica del suolo”.

La somministrazione di materiali organici permette un aumento della microporosità dei suoli che si traduce in un aumento della capacità di ritenzione. “L’aumento della ritenzione idrica”, spiega, “può essere attribuito, prima di tutto al miglioramento del sistema dei pori che determina migliori condizioni strutturali, ma anche alla capacità di assorbimento dell’acqua da parte della sostanza organica”.