Dal produttore al consumatore. È questa la filosofia che ispira “Farm to Fork”, il primo tentativo di politica agroalimentare integrata della Commissione Europea.
La strategia, che non è vincolante, rappresenta, tuttavia, un modello per tutti gli Stati membri per garantire un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente.
Una visione che Tersan Puglia ha concretizzato più di 40 anni fa, con la scelta di realizzare un impianto di compostaggio industriale capace di trasformare i rifiuti in un fertilizzante organico utile alla terra: il Bio Vegetal.
Quali sono gli obiettivi principali della strategia “Farm to Fork”?
- Garantire la sicurezza alimentare
- Favorire una filiera alimentare sostenibile, dall’inizio alla fine
- Promuovere il consumo di cibi sostenibili e sostenere la transizione verso abitudini alimentari sane
- Ridurre gli sprechi alimentari
- Combattere le frodi alimentari lungo la filiera
Quale sarà l’impatto sull’agricoltura?
“Farm to Fork” punta a rendere le pratiche agricole più sostenibili, attraverso alcuni obiettivi comuni da raggiungere entro il 2030:
- riduzione del 50% dell’uso di pesticidi chimici e dei pesticidi più pericolosi
- riduzione del 20% dell’uso dei fertilizzanti di sintesi
- riduzione del 50% dei consumi di antibiotici per gli allevamenti e l’acquacoltura
- incremento del 25% delle superfici coltivate a biologico
Come aiuterà gli agricoltori e i pescatori questa transizione?
Anche se c’è ancora vaghezza sulle azioni che la Commissione adotterà per supportare gli operatori della filiera alimentare, “Farm to Fork” punta a premiare gli agricoltori e i pescatori che hanno già attivato pratiche sostenibili e a facilitare il percorso di chi non l’ha ancora fatto.
Gli strumenti per farlo saranno sicuramente la Politica Agricola Comune (PAC) e la Politica Comune della Pesca (PCP), che hanno il duplice scopo di rendere sostenibili i sistemi alimentari e assicurare condizioni di vita dignitose agli agricoltori, ai pescatori e alle loro famiglie.