Crescere dove, in teoria, nulla potrebbe crescere. È questa la sfida che ha visto protagonista Tersan Puglia in un innovativo progetto di ricerca dedicato all’agricoltura in ambienti estremi.

Nei laboratori aziendali, alcune piantine di sorgo coltivate su un suolo simulato lunare hanno mostrato una crescita sorprendente. Un risultato che conferma il potenziale della biofertilizzazione nel rigenerare anche i terreni più poveri e degradati.

Una ricerca che guarda alla Luna per aiutare la Terra

L’esperienza nasce nell’ambito della missione lunare simulata CAAM 2, promossa da Space Pioneers in collaborazione con il Politecnico di Bari e con il patrocinio dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Durante la simulazione, svolta nelle Grotte di Castellana, il biofertilizzante Bio Vegetal è stato utilizzato per verificare la possibilità di trasformare la regolite lunare (un substrato sterile e privo di nutrienti) in un terreno più favorevole alla crescita delle piante.

La sperimentazione è poi proseguita nei laboratori di Tersan Puglia, dove il team Ricerca&Sviluppo ha studiato il comportamento della regolite all’interno di camere di crescita controllate.

Il ruolo dei microrganismi

Grazie al lavoro svolto sulla propria ceppoteca, una raccolta di circa 200 specie di microrganismi selezionati, i ricercatori hanno individuato alcune comunità microbiche capaci di migliorare le caratteristiche biologiche del suolo simulato lunare.

Tra aprile e giugno 2026, le prove hanno evidenziato:

Risultati che dimostrano come la biofertilizzazione possa attivare processi di rigenerazione anche in condizioni estreme.

Innovazione per l’agricoltura del futuro

La ricerca sulla regolite lunare rappresenta un tassello di un percorso più ampio che Tersan Puglia porta avanti da anni per affrontare alcune delle grandi sfide dell’agricoltura contemporanea: siccità, desertificazione, perdita di fertilità e cambiamento climatico.

Le sperimentazioni condotte dall’azienda mostrano infatti risultati significativi anche nelle coltivazioni terrestri. I test realizzati dal team Ricerca & Sviluppo evidenziano che le piante trattate con Bio Vegetal registrano:

Anche sul fronte della cattura del carbonio i risultati sono rilevanti. Secondo un modello sviluppato da Agreenment, spin-off dell’Università della Basilicata, l’utilizzo di Bio Vegetal può aumentare l’accumulo stabile di carbonio nel suolo del 339% dopo 5 anni e dell’895% dopo 30 anni rispetto alla fertilizzazione minerale tradizionale.

Dalla ricerca al campo

Alla base di questi risultati c’è una rete consolidata di collaborazioni scientifiche con enti e istituzioni di ricerca, tra cui l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, l’Università della Basilicata, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.

Le attività di laboratorio si integrano inoltre con la sperimentazione sul campo nei terreni aziendali di Macchie di Russo, un vero e proprio laboratorio a cielo aperto dove Tersan studia gli effetti della biofertilizzazione in condizioni reali.